Le Domus de Janas: le "Case delle Fate" della Sardegna ora Patrimonio UNESCO
Le domus de janas sono tombe ipogeiche preistoriche scavate nella roccia in Sardegna tra il V e il III millennio a.C. Nel luglio 2025 sono diventate Patrimonio UNESCO. Ne esistono circa 3.500 nell'isola, e alcune delle più belle si trovano ad Alghero, a pochi chilometri da Torre del Porticciolo.
Le Domus de Janas: le "Case delle Fate" della Sardegna ora Patrimonio UNESCO
Luglio 2025 ha segnato una tappa storica per la Sardegna: le celebri domus de janas sono entrate ufficialmente nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO. Un riconoscimento straordinario per uno dei tesori più affascinanti e misteriosi dell'isola — e noi di Torre del Porticciolo abbiamo il privilegio di trovarci proprio nel cuore di questo territorio millenario.
Cosa sono le Domus de Janas?
In sardo, domus de janas significa letteralmente "case delle fate" (o delle streghe). Per secoli, le comunità rurali sarde credevano che queste misteriose cavità scavate nella roccia fossero le dimore di creature magiche chiamate Janas: piccole fate instancabili che tessevano stoffe preziose su telai d'oro e intonavano dolci melodie nella penombra delle grotte.
La realtà archeologica è altrettanto affascinante: si tratta di tombe ipogeiche preistoriche, scavate nella roccia viva tra il Neolitico Medio e l'Età del Bronzo, in un arco temporale che va dal V al III millennio a.C. In tutta la Sardegna se ne contano circa 3.500, distribuite principalmente nella parte centro-settentrionale dell'isola, spesso raggruppate in vere e proprie necropoli.
Il Riconoscimento UNESCO
Il 12 luglio 2025, nella 47ª sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale riunita a Parigi, le domus de janas sono state ufficialmente iscritte nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO con il titolo "La tradizione funeraria nella preistoria della Sardegna – Le domus de janas". Diventano così il 61° sito italiano riconosciuto dall'UNESCO.
Il sito iscritto è di tipo seriale: comprende 17 componenti tra sepolture e necropoli ipogeiche distribuite in tutta l'isola. Il percorso verso questo riconoscimento era iniziato nel 2018 su iniziativa del Centro Studi "Identità e Memoria" (CeSIM Sardegna), con il Comune di Alghero come Comune capofila, e ha coinvolto la Regione Sardegna, il Ministero della Cultura e numerosi comuni sardi.
Architettura e Simboli: un Mondo Sotterraneo
Le domus de janas non erano semplici buche nella roccia. I loro costruttori — le genti della cultura di Ozieri (Neolitico finale, 3200-2800 a.C.) e delle successive culture prenuragiche — scavarono ambienti articolati che riproducevano l'architettura delle case dei vivi: si trovano al loro interno corridoi, anticelle, celle centrali con vani laterali, soffitti tabulari, false porte scolpite e persino le zoccolature e i travi in rilievo tipici delle abitazioni in legno dell'epoca.
Alcune delle 3.500 domus censite, esattamente 210, sono decorate con simboli di credenze e pratiche rituali: protomi taurine (corna di toro), immagini della Dea Madre, spirali, motivi geometrici e l'uso dell'ocra rossa — il colore del sangue e della rinascita. Questi elementi testimoniano una visione della morte come passaggio e rigenerazione, propria delle comunità preistoriche del Mediterraneo.
Le strutture recano anche tracce di un utilizzo continuativo: molte tombe furono riutilizzate, ampliate o ristrutturate nei secoli successivi, fino agli albori della civiltà nuragica.
Perché questo Riconoscimento è così Importante
Secondo la Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO, le domus de janas rappresentano la più ampia e ricca manifestazione di architettura funeraria ipogea nel Mediterraneo occidentale. Il riconoscimento si basa sul Criterio III della Convenzione del 1972: quello che valorizza la testimonianza eccezionale e unica di una tradizione culturale scomparsa, in questo caso legata al culto dei morti e alle credenze sull'aldilà delle comunità preistoriche sarde.
La Regione Sardegna ha già stanziato 15 milioni di euro per permettere ai Comuni di mettere in sicurezza, rendere accessibili e pienamente fruibili i siti riconosciuti, con l'obiettivo di farne un importante attrattore di turismo culturale sostenibile.
Le Domus de Janas vicino ad Alghero: un Patrimonio a Due Passi da Noi
Chi soggiorna a Torre del Porticciolo può considerarsi fortunato: si trova a pochi chilometri da alcuni dei siti di domus de janas più importanti e suggestivi di tutta la Sardegna.
Necropoli di Anghelu Ruju | Sito UNESCO
La più grande necropoli ipogeica della Sardegna settentrionale, situata nell'entroterra di Alghero, a soli 9 km dal mare, in una fertile piana solcata dal Rio Filibertu. È uno dei 17 siti inclusi nel riconoscimento UNESCO.
Comprende 38 domus de janas scavate nell'arenaria, disposte in due nuclei. Le tombe hanno planimetrie articolate — alcune con fino a 11 vani — e sono accessibili attraverso un pozzetto verticale o un lungo corridoio (il dromos), spesso provvisto di gradini.
La necropoli fu scoperta nel 1903 durante gli scavi per la costruzione di una casa colonica nelle tenute Sella e Mosca. Il grande archeologo Antonio Taramelli ne guidò gli scavi a partire dal 1904; altri ipogei furono portati alla luce nel 1936 e nel 1967, portando il totale a 38 tombe.
Di particolare interesse è la Tomba 28, che conserva scolpiti ai lati del portello due splendide protomi taurine a doppie corna — i simboli associati alla coppia divina "toro-dea madre" — testimonianza potente delle credenze spirituali di queste antiche comunità. Diffuso in tutto il sito è anche l'uso dell'ocra rossa.
Come arrivare: percorrere la SS 127bis in direzione Porto Torres; si trova nei pressi dell'aeroporto di Alghero-Fertilia. Ingresso a pagamento (5€ per adulti, gratuito per under 14 e studenti di archeologia).
Necropoli di Santu Pedru
Un secondo sito di grande fascino, a soli 9 km dal mare, in una vasta piana solcata dal Rio Filibertu. La necropoli rupestre è costituita da 10 ipogei scavati nel tufo rachitico del versante meridionale dell'omonima collina.
Particolarmente interessante è la sua storia post-preistorica: la Tomba IV fu trasformata in età tardoantica (VI-VII secolo d.C.) in una chiesa dedicata ai Santi Pietro e Lucia, segno di come questi luoghi abbiano continuato a essere sacri attraverso i secoli.
Alcune delle tombe conservano decorazioni a rilievo e pitture murali, che la rendono un sito di eccezionale valore artistico oltre che storico.
Come arrivare: dalla SS 127bis per Uri e Ittiri, superato il bivio per Olmedo, proseguire circa 2,5 km. All'altezza del km 24,5, svoltare a sinistra per l'ingresso.
Visitare le Domus de Janas: Consigli Pratici
Se vuoi scoprire queste meraviglie preistoriche durante il tuo soggiorno a Torre del Porticciolo, ecco qualche consiglio:
- Il momento migliore per la visita è la mattina presto o nel tardo pomeriggio, quando la luce è più soffusa e il caldo meno intenso.
- Porta una torcia: alcuni spazi interni sono poco illuminati e meritano di essere esplorati nei dettagli.
- Anghelu Ruju e Santu Pedru possono essere combinati facilmente in una mezza giornata.
- I reperti trovati negli scavi di Anghelu Ruju sono oggi conservati al Museo Nazionale Sanna di Sassari, una visita che completa perfettamente l'esperienza sul campo.
Un Filo che Attraversa i Millenni
Stare di fronte a una domus de janas significa immergersi in più di 6.000 anni di storia umana. Queste piccole porte nella roccia raccontano di comunità che credevano nel passaggio dalla vita alla morte e nel ritorno — che tessevano riti attorno ai loro defunti con la stessa cura con cui, secondo la leggenda, le fate tessevano i loro preziosi tessuti.
Oggi, con il sigillo dell'UNESCO, il mondo intero riconosce ciò che chi abita e ama questa terra ha sempre saputo: la Sardegna preistorica è uno dei grandi capitoli della storia dell'umanità. E da Torre del Porticciolo, siete nel cuore di questo straordinario patrimonio.
FAQ — Domande Frequenti sulle Domus de Janas
Le domus de janas sono tombe preistoriche scavate nella roccia viva, realizzate in Sardegna tra il V e il III millennio a.C. Il nome sardo significa "case delle fate": la tradizione popolare credeva che fossero abitate da piccole creature magiche. Archeologicamente, sono ipogei funerari appartenenti alle culture prenuragiche dell'isola.
Il 12 luglio 2025, durante la 47ª sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale a Parigi, le domus de janas sono state ufficialmente iscritte nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO con il titolo "La tradizione funeraria nella preistoria della Sardegna – Le domus de janas". Sono il 61° sito italiano riconosciuto.
In Sardegna si contano circa 3.500 domus de janas, distribuite principalmente nella parte centro-settentrionale dell'isola. Il sito seriale iscritto all'UNESCO comprende 17 tra le componenti più significative, tra sepolture e necropoli ipogeiche.
Nei dintorni di Alghero si trovano due siti di primaria importanza: la Necropoli di Anghelu Ruju — la più grande della Sardegna settentrionale, con 38 ipogei ed inclusa tra i siti UNESCO — e la Necropoli di Santu Pedru, con 10 ipogei decorati. Entrambe si raggiungono in pochi minuti di auto da Torre del Porticciolo.
La Necropoli di Anghelu Ruju si trova lungo la SS 127bis, vicino all'aeroporto di Alghero-Fertilia. È aperta al pubblico con ingresso a pagamento (5€ per adulti, gratuito per under 14 e studenti di archeologia). La visita richiede circa un'ora e si consiglia di portare una torcia per esplorare gli interni delle tombe.

